Mediazione familiare e percorsi relazionali
Germogli di sapere
In questa sezione trovi riflessioni, strumenti e pensieri sul mondo della mediazione, dell’educazione emotiva ed il benessere relazionale.
La mediazione è, al tempo stesso, una tecnica e un’arte professionale: un percorso serio e strutturato, ma anche flessibile, capace di adattarsi alle persone e alle loro storie. Il mediatore familiare si pone come terzo imparziale, una presenza neutrale che facilita il dialogo e la comprensione reciproca, accompagnando i genitori nella costruzione di accordi e nel riconoscimento delle proprie risorse.
È un lavoro che coinvolge entrambi gli emisferi del cervello — la razionalità dell’analisi e la sensibilità dell’ascolto — per dare spazio tanto alla chiarezza quanto all’intuizione. Ogni articolo nasce dal desiderio di rendere la complessità dei legami familiari più comprensibile e umana, offrendo chiavi di lettura e strumenti pratici per trasformare i conflitti in opportunità di crescita condivisa.

“Il terzo che tiene insieme”
​
In mediazione, il “terzo” è una presenza discreta ma fondamentale: non giudica, non decide, non prende parti. Il mediatore è un facilitatore del dialogo, un custode dello
spazio in cui le persone possono ritrovare la possibilità di parlarsi davvero, anche quando tutto
sembra essersi frantumato.

“Quando la crisi parla”
​
La parola “crisi” deriva dal greco krísis: scelta, decisione, passaggio.
In ogni crisi — familiare, affettiva, genitoriale — c’è un momento di sospensione: un prima che non
esiste più, e un dopo che non è ancora nato. È un punto di disorganizzazione, ma anche di possibilità.
“Le radici dei legami”
​
Ogni famiglia è una rete viva di storie, affetti, ruoli e significati.
Quando un conflitto emerge, non parla mai soltanto del presente: porta con sé le tracce di più generazioni, di legami antichi e di dinamiche che attraversano il tempo. Per questo, in mediazione
familiare, utilizziamo strumenti come il genogramma e l’ecogramma

