IL TERZO CHE TIENE INSIEME
- Giulia Levati

- 7 gen
- Tempo di lettura: 1 min
Aggiornamento: 18 gen
... La sua neutralità non è distanza, ma vicinanza equa: una forma di rispetto profondo per ogni storia,
per ogni voce. Essere terzo significa offrire un contenitore sicuro dove la rabbia, il dolore e la paura possano trasformarsi in parole.
La mediazione è al tempo stesso tecnica e arte: richiede metodo, competenze, strumenti, ma anche
intuizione, sensibilità e ascolto. È un lavoro che coinvolge entrambi gli emisferi del cervello — quello sinistro, analitico e razionale, e quello destro, empatico e creativo — perché il conflitto non si risolve solo con la logica, ma si
attraversa con tutto sé stessi.
Nel cuore di questo processo, il mediatore tiene insieme: le differenze, le emozioni, i tempi.
Non per ricomporre ciò che è stato, ma per permettere a ciascuno di riconoscersi, e forse, di incontrarsi di nuovo.




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